Ogni mattina sopra la testata del mio letto getto uno sguardo fugace sulla stampa di un dipinto di Edvard Munch: il bacio, bene augurante come inizio giornata! Non me ne voglia chi sceglie tristi icone..
Ma l’opera di questo artista norvegese di cui vorrei trasmettere mia sensazione al primo incontro è “L’urlo”, citando la nota dell’autore che nel suo diario scrive : « Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto. Sul fiordo neroazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura. »
Quando vidi il quadro pensai molte cose, che la natura sta urlando e noi non la sentiamo (nel senso che non ci opponiamo al suo scempio) se non quando toccati personalmente da sciagure, ed anche mi chiesi come far sentire il mio urlo di indignazione tutto interiore verso il presente traducendolo in una azione coraggiosa che possa cambiare il futuro a tutela dei nostri figli.
Ora, da adesso, credo sia giunto il momento di dar vita a quella “competizione umanitaria”, non delegando ma dal basso, dalle persone comuni, espressa con una analisi e con suggerimenti comportamentali chiari da Daisaku Ikeda nella sua Proposta di pace 2009. (leggibile e scaricabile cliccando)
- Gianetico – http://www.adevento.it/gianetico/
ringrazio Elena per questo spazio come uno dei tanti redattori di questa sezione Blog sull’Arte e non solo..

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